La dieta per contrastare l’endometriosi

Pubblicato il: 13 Gennaio 2022

Contrastare L'endometriosi

Si stima che dal 5 % al 10 % delle donne in età riproduttiva sia affetta da endometriosi.

La patologia è stata riscontrata nel 30-35% delle donne infertili o che hanno difficoltà a concepire. Il picco della patologia si presenta tra i 25 e i 35 anni, e la diagnosi arriva, in genere, dopo un lungo percorso, spesso frustrante per la donna.

L’endometriosi è la presenza di endometrio in sedi anomale, all’esterno dell’utero, e può interessare la donna già dalla prima mestruazione fino alla menopausa. La patologia determina uno stato infiammatorio cronico, con un calo della fertilità o infertilità e dismenorrea (dolori mestruali). Queste condizioni hanno un alto impatto emotivo e fisico sulla donna con riduzione della qualità di vita.

La donna con endometriosi può presentare dolore, anche molto intenso, oltre che nel periodo delle mestruazioni anche durante i  rapporti sessuali e la defecazione (in caso di endometriosi profonda e infiltrante). 

La diagnosi avviene tramite osservazione diretta e talvolta tramite biopsia, di solito in laparoscopia.

Il trattamento prevede la terapia ormonale sostitutiva, farmaci antiinfiammatori, l’ablazione chirurgica o l’asportazione degli impianti endometrosici. L’obiettivo del trattamento è fondamentalmente il controllo del dolore e la prevenzione della progressione della malattia.

I sintomi della patologia possono variare molto in base alla localizzazione degli impianti endometriosici e lo stadio della malattia non è correlato alla loro gravità. 

Come possiamo agire da un punto di vista nutrizionale?

L’alimentazione anti-infiammatoria per l’endometriosi

Oltre alle già note terapie farmacologiche o chirurgiche esiste una possibilità in più per aiutarci a ridurre sintomi e migliorare questa condizione patologica, e questo aiuto ci viene dalla natura e cioè dal cibo.

Non dimentichiamo che gli alimenti possono svolgere una vera e propria azione terapeutica

Come anticipato, l’endometriosi causa uno stato infiammatorio cronico e quello che noi dobbiamo fare è cercare di “spegnere” questa condizione con una dieta ricca di alimenti anti-infiammatori, liberi da ormoni (gli estrogeni sono il “carburante” di questa patologia) e disintossicanti

Vediamo insieme quali alimenti assumere e quali no.

Riduzione dei cibi ad alto contenuto di carboidrati semplici

I cibi ad altro contenuto di carboidrati semplici, come pane bianco, prodotti da forno, pizza, patate ecc.. determinano un incremento della produzione di insulina. L’iperinsulinismo che ne deriva va a stimolare la produzione di estrogeni che favoriscono la progressione della patologia.

Aumento del consumo di fibre

Le fibre riducono la quantità di estrogeni circolanti e svolgono azione anti-ossidante.

Le fibre le troviamo principalmente negli alimenti sottoelencati, che dovrebbero essere consumati abitualmente:

  • Cereali integrali, preferibilmente privi o con scarso glutine (riso integrale, riso nero, grano saraceno, miglio, quinoa, amaranto ecc.);
  • Legumi (sono ricchi di fibre e privi di glutine);
  • Frutta: antiossidante, ricca di vitamine e fibre (n particolar modo agrumi); 
  • Semi oleosi: semi di lino, semi di zucca, semi di chia, semi di girasole (ricchi di ferro e omega 3).

Aumento del consumo di omega 3

Gli acidi grassi omega3 hanno un’importante azione anti-infiammatoria e sono contenuti principalmente nel pesce azzurro, tonno, salmone, olio di oliva, frutta secca, semi oleosi.

Alimenti da ridurre

  • Carne rossa;
  • Latticini (da assumere saltuariamente); 
  • Alimenti contenenti glutine (da non eliminare in toto il glutine dalla dieta ma ridurre notevolmente le quantità assunte).

Alimenti da eliminare

  • Alcool;
  • Caffeina;
  • Prodotti caseari provenienti da allevamenti intensivi ricchi di ormoni e antibiotici;
  • Alimenti industriali (merendine, bevande zuccherate, biscotti, dolcetti, caramelle ecc)
  • Prodotti contenenti soia: salsa di soia, tofu, seitan, latte di soia ecc… per il loro alto contenuto di fitoestrogeni;
  • Avena e segale per il contenuto di estrogeni;
  • Grassi saturi e zuccheri.

L’integrazione per l’endometriosi

Nel coadiuvare l’intervento dietoterapico è utile l‘assunzione di integratori quali vitamina D, omega 3/6, quercitina e curcumina.

Attività fisica ed endometriosi

Gli studi ci dicono che l’attività fisica è in grado diminuire la quantità di estrogeni circolanti, ridurre la resistenza all’insulina e svolgere un’azione protettiva sui processi infiammatori e ossidativi.

Quindi lo svolgimento di una regolare attività fisica concorrerà al controllo dei sintomi.