Si stima che dal 5 % al 10 % delle donne in età riproduttiva sia affetta da endometriosi.
La patologia è stata riscontrata nel 30-35% delle donne infertili o che hanno difficoltà a concepire. Il picco della patologia si presenta tra i 25 e i 35 anni, e la diagnosi arriva, in genere, dopo un lungo percorso, spesso frustrante per la donna.
L’endometriosi è la presenza di endometrio in sedi anomale, all’esterno dell’utero, e può interessare la donna già dalla prima mestruazione fino alla menopausa. La patologia determina uno stato infiammatorio cronico, con un calo della fertilità o infertilità e dismenorrea (dolori mestruali). Queste condizioni hanno un alto impatto emotivo e fisico sulla donna con riduzione della qualità di vita.
La donna con endometriosi può presentare dolore, anche molto intenso, oltre che nel periodo delle mestruazioni anche durante i rapporti sessuali e la defecazione (in caso di endometriosi profonda e infiltrante).
La diagnosi avviene tramite osservazione diretta e talvolta tramite biopsia, di solito in laparoscopia.
Il trattamento prevede la terapia ormonale sostitutiva, farmaci antiinfiammatori, l’ablazione chirurgica o l’asportazione degli impianti endometrosici. L’obiettivo del trattamento è fondamentalmente il controllo del dolore e la prevenzione della progressione della malattia.
I sintomi della patologia possono variare molto in base alla localizzazione degli impianti endometriosici e lo stadio della malattia non è correlato alla loro gravità.
Come possiamo agire da un punto di vista nutrizionale?
L’alimentazione anti-infiammatoria per l’endometriosi
Oltre alle già note terapie farmacologiche o chirurgiche esiste una possibilità in più per aiutarci a ridurre sintomi e migliorare questa condizione patologica, e questo aiuto ci viene dalla natura e cioè dal cibo.
Non dimentichiamo che gli alimenti possono svolgere una vera e propria azione terapeutica.
Come anticipato, l’endometriosi causa uno stato infiammatorio cronico e quello che noi dobbiamo fare è cercare di “spegnere” questa condizione con una dieta ricca di alimenti anti-infiammatori, liberi da ormoni (gli estrogeni sono il “carburante” di questa patologia) e disintossicanti.
Vediamo insieme quali alimenti assumere e quali no.
Riduzione dei cibi ad alto contenuto di carboidrati semplici
I cibi ad altro contenuto di carboidrati semplici, come pane bianco, prodotti da forno, pizza, patate ecc.. determinano un incremento della produzione di insulina. L’iperinsulinismo che ne deriva va a stimolare la produzione di estrogeni che favoriscono la progressione della patologia.
Aumento del consumo di fibre
Le fibre riducono la quantità di estrogeni circolanti e svolgono azione anti-ossidante.
Le fibre le troviamo principalmente negli alimenti sottoelencati, che dovrebbero essere consumati abitualmente:
- Cereali integrali, preferibilmente privi o con scarso glutine (riso integrale, riso nero, grano saraceno, miglio, quinoa, amaranto ecc.);
- Legumi (sono ricchi di fibre e privi di glutine);
- Frutta: antiossidante, ricca di vitamine e fibre (n particolar modo agrumi);
- Semi oleosi: semi di lino, semi di zucca, semi di chia, semi di girasole (ricchi di ferro e omega 3).
Aumento del consumo di omega 3
Gli acidi grassi omega3 hanno un’importante azione anti-infiammatoria e sono contenuti principalmente nel pesce azzurro, tonno, salmone, olio di oliva, frutta secca, semi oleosi.
Alimenti da ridurre
- Carne rossa;
- Latticini (da assumere saltuariamente);
- Alimenti contenenti glutine (da non eliminare in toto il glutine dalla dieta ma ridurre notevolmente le quantità assunte).
Alimenti da eliminare
- Alcool;
- Caffeina;
- Prodotti caseari provenienti da allevamenti intensivi ricchi di ormoni e antibiotici;
- Alimenti industriali (merendine, bevande zuccherate, biscotti, dolcetti, caramelle ecc)
- Prodotti contenenti soia: salsa di soia, tofu, seitan, latte di soia ecc… per il loro alto contenuto di fitoestrogeni;
- Avena e segale per il contenuto di estrogeni;
- Grassi saturi e zuccheri.
L’integrazione per l’endometriosi
Nel coadiuvare l’intervento dietoterapico è utile l‘assunzione di integratori quali vitamina D, omega 3/6, quercitina e curcumina.
Attività fisica ed endometriosi
Gli studi ci dicono che l’attività fisica è in grado diminuire la quantità di estrogeni circolanti, ridurre la resistenza all’insulina e svolgere un’azione protettiva sui processi infiammatori e ossidativi.
Quindi lo svolgimento di una regolare attività fisica concorrerà al controllo dei sintomi.



